Omeopatia – Curarsi senza medicine

Autore: Salvatore Rainò
Numero Pagine: 144
Dimensioni: 14 x 21
Prezzo: € 16,00
ISBN: 9788866235637

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Omeopatia – Curarsi senza medicine

Occorre del tempo per capire qualcosa di nuovo, specie quando la novità crea un sommovimento nel sapere precedente. È indispensabile aprire gli occhi, come se si trattasse di un viaggio in cui devi tenerti pronto a riconoscere forme che non sono il tuo abituale modo di collocarti nello spazio-tempo.

Questo libro è frutto di una lunga stagionatura, prima attraverso gli studi di protocollo, poi attraverso l’esperienza, il passar della vita, mia e di coloro che ho incontrato, e poi ancora attraverso un nuovo cammino di studio, seguito da nuove esperienze, sempre di meno mie e sempre di più esperienze nostre. Infatti, quando l’uomo-medico si riconosce completamente nei racconti dei suoi pazienti, allora può ardire a comprendere che cosa egli può davvero fare per “guarire” una persona. È un percorso di suggestioni, che hanno titolo scientifico, all’interno del sistema più integrato che raccoglie la storia di ogni persona, il pro lo dell’azione di un rimedio omeopatico nelle sperimentazioni cliniche, la corrispondenza dell’azione terapeutica con la singolarità della presentazione dei reali vissuti della gente. Questo è la Medicina omeopatica.

«Il medico omeopata non si chiede quale malattia corrisponde

ai sintomi del paziente, ma qual è la vera causa che l’ha determinata.

Esiste una profonda ragione che si nasconde dietro ogni “malattia” ed esiste, trascurando l’approccio omeopatico al malato

e alla malattia, il rischio di ignorare questa profonda ragione che sottende l’unico nesso causale fra patologia ed origini del disagio.»

Salvatore Rainò

Indice

Salvatore Rainò

Dedicato a…

Intervista di Vanna Ugolini

Omeopatia che scandalo

Omeopatia senza Omeopati

Il paziente canta il resto è colonna sonora

Diagnosi e riconoscimento

Farmaci e rimedi

Le categorie dell’essere

La direzione dei sintomi

La Forza guaritrice della Natura

La febbre tra salute e salute

Equilibri del corpo, equilibri della mente e amputazioni

Come diventare Omeopati

Come scegliere il Medico Omeopata

Casi clinici

Storie di Vita, storie di Medicina Omeopatica

Appendice

Sul senso del progresso

Per tornare indietro, bisogna tornare all’inizio, con lo spirito di andare sempre avanti

Leggi un estratto del libro

Omeopatia che scandalo

La medicina omeopatica viene spesso accomunata a pratiche che non hanno nulla a che fare né con la medicina tradizionale né con la medicina omeopatica. Gli equivoci sono all’ordine del giorno e spesso, purtroppo, se ne ignorano le conseguenze. In questo modo si realizza una vera e continua aggressione alla verità e alla scienza. Uno dei motivi per cui è difficile comprendere l’omeopatia riguarda il fatto che siamo abituati a pensare che esista soltanto quello che possiamo vedere e misurare con i nostri mezzi a disposizione. Così facendo, però, dimentichiamo come pensavamo prima di disporre del microscopio ottico1 e poi di quello elettronico2; prima della cromatografia3 e della torcia plasmatica4.

Per comprendere, invece, la medicina omeopatica è necessario sapersi collocare di fronte ai fatti in modo semplice e senza alcun pregiudizio che ostacoli la percezione di un nuovo modo di conoscere, capire e valutare malati e malattie e, se si vuole andare fino in fondo a questo percorso, di un nuovo modo di interpretare la vita e i rapporti con gli altri.

Con l’omeopatia siamo di fronte ad un nuovo linguaggio. E, come quando ci troviamo a imparare una nuova lingua, dobbiamo fare attenzione non solo ad imparare i nuovi vocaboli ma anche la struttura della frase, i rapporti fra le frasi, i modi di dire, la musicalità della pronuncia. Insomma, dobbiamo imparare nuovi paradigmi.

E’ quindi con la mente ripulita e aperta che si possono muovere i primi passi dentro questo modo di curare e guarire i pazienti.

La legge che sta alla base della medicina omeopatica è quella della similitudine: le sostanze possono rimuovere, se utilizzate in dosi infinitesimali, ciò che procurano in dosi molecolari. Ad esempio, la caffeina in dose molecolare ci tiene svegli e, se assunta in eccesso, provoca insonnia e nervosismo. Una dose omeopatica di rimedio che contiene il principio base della caffeina può, invece, rimuovere il fastidio e, quindi, aiutare a dormire.

Nella pratica medica questo significa che è possibile rimuovere con l’uso di sostanze molto diluite5 e dinamizzate6 i problemi che le stesse sostanze provocherebbero, invece, in dosi molecolari, cioè “più grandi”, nella persona sana.

Una rivoluzione, rispetto alla medicina tradizionale. Uno degli “scandali” dell’omeopatia.

Come può accadere questo? Pensate, per capire, a come funziona una risonanza magnetica nucleare: rappresenta l’applicazione diagnostica di un procedimento finissimamente energetico della materia. L’immagine di una risonanza magnetica, cioè, viene ricavata dal nostro corpo “sollecitato” da energia elettromagnetica, con particolari modalità. Allo stesso modo, il nostro corpo, nella sua interezza, risponde a segnali omeopatici che sfruttano l’enorme organizzazione dei sistemi biologici dell’individuo. In sostanza la medicina omeopatica stimola con energie subliminali, che noi, fisicamente, non percepiamo, la capacità di reazione spontanea dell’organismo. Pertanto, per curare, non occorre utilizzare niente più che uno stimolo.

Questo principio-base rivoluziona anche il concetto di malattia: in molti casi non ha origine da cause semplici.

Per capire, possiamo dire che, in medicina omeopatica, la malattia è come un segnale luminoso che emerge da una situazione più complessa, in cui, prima, erano confluiti infiniti meccanismi. Per questo, curando solo il “segnale”, non si cura quello che, in realtà, lo ha prodotto, originato e che è, invece, proprio ciò che non “funziona”.

Ad esempio, è come se noi, in presenza di un sistema elettrico mal funzionante, ci ostinassimo a cambiare solamente la lampadina bruciata.

Così facendo risolveremmo solo il problema contingente ed evidente, ma presto anche la nuova lampadina sostituita, inevitabilmente, si romperà. Per risolvere definitivamente – nel profondo, per dirlo con un termine omeopatico – il problema, bisogna andare ad incidere sul sistema elettrico. Lì va ricercato ed aggiustato il guasto.

Partendo da questo esempio è più facile capire anche la differenza tra la medicina dei farmaci e quella dei rimedi omeopatici7. Con i farmaci noi andiamo solo a “sostituire la lampadina rotta”. Si è ben lontani, infatti, da un coinvolgimento globale della risposta dell’organismo. Inoltre, tanto più il farmaco è “preciso”, tanto più è privo di azione combinata e profonda sulla globalità della persona. Il rimedio omeopatico, lo ripetiamo, stimola, invece, l’organismo in profondità, in modo tale che sia in grado di dare una risposta adeguata per ripristinare lo stato di salute. “Aggiusta”, cioè, tutto il sistema elettrico guasto, il cui mal funzionamento produceva la continua rottura delle lampadine.

Naturalmente la “scandalosa” rivoluzione va portata fino in fondo.

In omeopatia cambia anche l’approccio a tutto ciò che ruota attorno al malato e alla malattia, dal rapporto medico-paziente, al modo in cui visitare il paziente e così via, come vedremo lungo il percorso di questo libro.

1 Microscopio ottico: strumento che fornisce immagini ingrandite di oggetti piccolissimi e consiste di un sistema di lenti e di un sistema illuminante.

2 Microscopio elettronico: microscopio che utilizza un fascio di elettroni e, come lenti, dei campi elettromagnetici.

3 Cromatografia: tecnica analitica per studiare i componenti di una soluzione anche molto diluita.

4 Torcia plasmatica: recentissima metodica strumentale che utilizza gli spettri di emissione atomica per il rilevamento di tracce di sostanze in soluzione.

5 Diluire: rendere meno concentrata una soluzione.

6 Dinamizzare: in medicina omeopatica significa scuotere energicamente la soluzione in cui è disciolto il principio attivo, dopo ciascuna diluizione della stessa.

7 Rimedio: diversamente dal farmaco, viene ottenuto diluendo e dinamizzando la sostanza di partenza. Quando si somministra una sostanza in dosi molecolari ad un soggetto sano, si procurano effetti grossolani, ma se la sostanza viene trasformata in rimedio, allora procura una serie di cambi molto più variegati che incidono in modo più globale sulla persona anche sul piano mentale ed emotivo, oltre che fisico. Tutte le caratteristiche del cambio vengono annotate nella Materia Medica (raccolta delle sperimentazioni dei rimedi sulle persone sane) e costituiscono una banca dati a disposizione del medico omeopata alla quale attingere nel momento della visita. Si sceglie il rimedio indicato sulla scorta della similitudine fra sintomi del paziente e sintomi dello sperimentatore. Se il criterio di similitudine viene rispettato, il paziente godrà dell’azione del rimedio perfettamente orientato nel senso della sua sofferenza e perciò anche della sua guarigione. E’ ovvio che esistono dei criteri precisi per attuare le sperimentazioni dei rimedi e per riportarne i risultati alla pratica clinica.

Chi è Salvatore Rainò


Salvatore Rainò
(Altamura, 1961). Figlio d’arte (padre medico), con specializzazioni allopatiche e tradizionali prima, stellette militari durante, omeopatia hahnemanniana poi, da molti anni è impegnato in una ardita ricerca sulla radice profonda della malattia e della guarigione. Il suo intimo ed empatico dialogo con l’Acqua lo ha condotto a firmare esperimenti e studi che hanno acceso, sul suo laboratorio, il faro dell’ambiente scientifico della Fisica quantistica. Anche allergologo, immunologo e ricercatore bioenergetico, continua a coltivare il sogno di una medicina umile, al servi zio di un benessere reale, parente stretto della felicità e del vero senso della vita