Saper leggere i segnali del corpo, riconoscere gli effetti della postura, conoscere il rapporto fra occlusione dentale, salute e sport sono fondamentali per il benessere della persona.
Non di meno, prendere coscienza dell’importanza dell’alimentazione e della prevenzione, dell’impatto che le emozioni e la psiche esercitano sul corpo, fino ad abbracciare le frontiere dell’epigenetica e della medicina energetica, può cambiare in modo radicale le scelte e la qualità di vita.
“Medicina in Cammino“, scritto con un linguaggio semplice, comprensibile a tutti, vuole creare conoscenza e consapevolezza sul proprio stato di salute ed è frutto dell’esperienza di quarant’anni di professione medica arricchita dagli approfonditi studi in medicine non convenzionali dell’autore.
Nella lettura si percepisce un forte e chiaro invito a passare all’azione per diventare artefici del proprio successo, coltivando e ampliando quel grande valore che è la Salute, base vera e necessaria per poter realizzare qualsiasi altra cosa.
«Ritengo che le materie fondamentali per essere un buon medico siano quattro: l’Anatomia, la Fisiologia, la Semeiotica e l’Anatomia Patologica. Bisogna conoscere come è fatto il corpo, come funziona sia in caso di normalità che in situazioni di sofferenza e, infine, bisogna saper interpretare tutti quei segni, quel linguaggio che il corpo utilizza per manifestarci o meno il suo stato di salute o di sofferenza.»
Fausto Madaschi
Indice
Introduzione
L’incontro fortunato
La passione per la Medicina
La comunicazione medico-paziente
La postura come base di partenza
L’escursione, km 0
Effetti secondari della postura, km 2
Postura ed occlusione dentale, km 4
Postura, occlusione dentale e sport, km 9
La kinesiologia applicata, km 13
Chimica, alimentazione e integrazione, km 14
L’acidosi metabolica, km 17
E i dolci? km 18
Emozioni e psiche, km 21
La metafora del viaggio dell’eroe
Emozioni: le ripercussioni sulla salute
Il concetto di “stato”, km 28
L’epigenetica, km 31
La PNL e il coaching, km 34
La prevenzione, km 37
La Medicina energetica, km 39
Obiettivo raggiunto! km 49
Appendice
L’intuizione di Meerssman
Il Test di Meersseman
Il ruolo fondamentale dell’occlusione
Il legame tra bocca e postura
La deglutizione: un elemento chiave
Conclusione
L’Autore
Ringraziamenti
Leggi un estratto del libro
Introduzione
Bentrovati, bentrovate.
Quaranta anni di professione come medico passati a stretto contatto col paziente mi hanno portato ad acquisire una forte consapevolezza di come il nostro corpo funziona in tutti i suoi aspetti e di come ci comunica se qualcosa non va come dovrebbe.
Attenzione!
La vostra Salute e la vostra qualità di vita potrebbero essere in pericolo ma forse non lo sapete.
Eccomi allora qui a trasmettervi, in modo semplice e leggero, alcune informazioni affinché possiate intraprendere un viaggio verso una Salute piena e soddisfacente, elevando la vostra qualità di vita e mettendovi nella condizione di essere la miglior versione di voi stessi in qualsiasi ambito.
Non mi resta che accompagnarvi, mano nella mano, in questo piacevole viaggio verso la scoperta del valore della Salute.
Valete!
Buon cammino,
Fausto
La postura come base di partenza
«Cosa ci dice della postura? È davvero così importante?» domando incuriosito.
«Eh, sì, è veramente importante – risponde il dottore – perché la struttura e la postura sono la base sulla quale poggia tutto il resto. Un problema di postura influisce sulla chimica del corpo, può influire sulla funzionalità degli organi, può avere ripercussioni sullo stato emotivo. È anche vero, però, che le influenze e le interferenze possono andare nei due sensi, può accadere, cioè, che un problema chimico o di funzione o emotivo manifesti i suoi effetti anche sulla postura.»
Il primo tratto della strada sterrata che abbiamo deciso di seguire è abbastanza pianeggiante e, una volta finita la Passeggiata Montanelli, comincia a scendere con ampi tornanti e in modo abbastanza dolce verso valle. Qui si respira bene, la frequenza cardiaca è scesa e si può parlare tranquillamente.
«Vedete, quando faccio delle conferenze e parlo di postura sono solito proporre, all’inizio, due immagini: quella della modella e quella della befana.
L’immagine della modella è quella della salute, è bella, leggera, elegante qualsiasi cosa faccia, sia che si muova o che stia ferma. Sembra che ci sia un filo invisibile che, partendo dal vertice del capo, la sorregge e non le fa fare attrito al suolo.
La befana, invece, è una vecchietta senza denti, col naso che tocca il mento e che, proprio per questo motivo, si è curvata in avanti e si è chiusa su se stessa ruotando all’interno fino a prendere la forma caratteristica che le permette di muoversi solo a cavallo della magica scopa.
La modella rappresenta il massimo del lungo, la befana è il massimo del corto, il massimo dell’adattamento in una situazione di sofferenza e di alterata funzione. Tra queste due immagini, che sono i limiti estremi, esistono, ovviamente, infinite possibilità.
E tutto questo quadro si ha in assenza di torsioni, che invece spesso sono frequenti e, quando si sovrappongono alla situazione della befana, peggiorano ancora di più il quadro generale della povera vecchietta.
Va da sé che la figura della modella rappresenta la salute, mentre la befana è l’immagine della sofferenza, della malattia e, senza dubbio, l’intero corteo di sintomi che segue una tale postura non può permettere una buona qualità di vita. Sono convinto che anche la miglior befana del mondo perderebbe il sorriso in poco tempo!»
Mentre chiacchieriamo, abbiamo cominciato a scendere più velocemente per il sentiero 409. L’aria si è fatta più fresca e camminiamo tutti in condizione di massima rilassatezza.
Ho le due immagini, quella della modella e quella della befana, in testa e continuo a pensare a quanti problemi si potrebbero manifestare nel passaggio progressivo da una postura all’altra.
«Certo che se non c’è equilibrio chissà quanti sintomi si possono avere!» esclamo io.
«Sì, un’alterazione della postura può provocare molti effetti in varie parti del corpo. Le manifestazioni principali avvengono a livello di cinque punti critici: il tratto cervicale della colonna, il tratto lombare, l’anca, il ginocchio, il piede.
A livello della cervicale, si può assistere ad una progressiva rettilineizzazione del tratto, che corrisponde alla prima fase di lesione, cui seguiranno progressivamente le altre.
A livello lombare, si ha uno spostamento della lordosi, cioè della curvatura, che dovrebbe avere l’arco tangente alla verticale a livello della terza vertebra lombare, verso il basso, verso, cioè, la quarta o la quinta vertebra lombare con aumento del raggio di curvatura e della pressione meccanica che avviene in questa sede. Qual è l’effetto? Spostamento delle vertebre in avanti, protrusioni, ernie al disco, etc. È un caso che le ernie al disco vengano, con maggior frequenza, tra la terza e la quarta e tra la quarta e la quinta vertebra lombare oppure tra la quinta lombare e la prima vertebra sacrale? Penso proprio di no.
Inoltre, questa situazione crea anomalie di posizione dell’osso sacro, sofferenza delle articolazioni sacro-iliache e le gambe tendono a ruotare all’interno con sovraccarico della parte interna del ginocchio e, nel tempo, sofferenza dell’articolazione, mentre il piede tende a ruotare all’interno cambiando appoggio e, come tentativo di scaricare tensione, può crearsi nel tempo l’alluce valgo.»
«E tutto questo per un problema di postura! Sono rimasto particolarmente colpito da queste affermazioni: per me è un punto di vista completamente nuovo!» sottolinea Giovanni.
Continuiamo a scendere per il sentiero che ormai si è trasformato in strada e velocemente arriviamo al campeggio. Decidiamo di andare a destra, attraversare il Boite, la statale Alemagna ed immetterci sulla pista ciclabile sorta sul percorso della vecchia ferrovia che collegava Cortina a Dobbiaco. La pista ciclabile è bellissima, immersa nel verde, nel cuore di una lussureggiante pineta ed ha una pendenza molto dolce. Qui si cammina davvero molto agevolmente.
I discorsi fatti mi incuriosiscono e mi stimolano una nuova domanda: «Ma quali altre conseguenze può avere sul corpo un’alterata postura?».
La risposta arriva prontamente. Si percepisce immediatamente una grande passione per il proprio lavoro.
«I problemi posturali non interessano solo ossa e articolazioni, anzi. Si trasmettono attraverso i muscoli e, a questo riguardo, mi sono stati di grande aiuto gli studi della dottoressa Struiff, un’osteopata belga che per prima ha descritto le catene muscolari. Ci sono sei catene muscolari e in questo contesto, quella che a noi interessa maggiormente è la catena muscolare PAAP, ossia quella formata dalla catena postero-anteriore e da quella antero-posteriore, che hanno la duplice funzione di controllare la respirazione e di sostenere il corpo.
Una sofferenza di questa catena muscolare può causare cervicalgia, lombalgia, disturbi alle ginocchia, scoliosi, anomalie di posizione del bacino con tutte le conseguenze del caso. Inoltre, può provocare difficoltà visive proprio perché in questa catena ci sono anche i muscoli che regolano i movimenti dell’occhio e, come si può intuire, un loro accorciamento e una loro tensione influisce sulla capacità di accomodamento della vista a varie distanze. Inoltre, viene a mancare la funzione di sostegno di questa muscolatura e col tempo si possono manifestare segni di cedevolezza con ernie inguinali, ernie crurali, varicocele, etc. Senza contare che poi si può creare un’anomalia di funzione del diaframma, muscolo che fa parte di tutt’e due queste catene muscolari, e ciò potrebbe causare nel tempo una situazione che facilita l’instaurarsi di un’esofagite da reflusso ed ernia iatale.
Una sofferenza della catena muscolare respiratoria influisce, ovviamente, sulla respirazione rendendo difficile la respirazione diaframmatica con conseguenti problemi anche alla circolazione venosa di ritorno che, se vorrete, poi, vi spiegherò meglio, e sul drenaggio linfatico. Per non parlare dei danni estetici che possono crearsi nel tempo oltre ad eventuali disturbi e dolori della crescita.»
Chi è Fausto Madaschi
Medico Chirurgo e Odontoiatra, laureatosi nel 1985 presso l’Università degli Studi di Pavia, è tra i primi dentisti a fare della Kinesiologia Applicata la propria filosofia di cura, intendendo la Salute come il risultato di un equilibrio tra struttura, chimica e psiche.
Membro dell’IKAC (International College of Applied Kinesiology), omeopata, esperto in Medicine non Convenzionali e Tecniche Complementari e in Programmazione Neuro-Linguistica (PNL), è relatore di conferenze e corsi di formazione sulla salute, sul benessere e sulla crescita personale.
Negli anni ha avuto l’opportunità di lavorare con vari atleti e sportivi di livello nazionale ed internazionale, con splendidi risultati e continue verifiche della bontà del metodo utilizzato per creare Salute.