La memoria del futuro

Autore: Alberto Ugo Caddeo
Numero Pagine: 192
Dimensioni: 14 x 21
Prezzo: € 20,00
ISBN: 9788866235767

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La memoria del futuro

L’INTERPRETAZIONE DEL TEMPO DALLA FISICA CLASSICA AI GIORNI NOSTRI

Prefazione del Dott. Massimo Citro

L’indagine sul Tempo non è certo nuova. Anzi. Da sempre ci si interroga se il tempo sia una condizione interiore, legata alla coscienza dell’uomo e alla sua percezione, oppure rappresenti una realtà oggettiva, misurabile. Se per Einstein il tempo è realtà oggettiva, esterna all’osservatore e inquadrabile in una dimensione spazio-temporale, per il filosofo Bergson il tempo è invece durata vissuta. Quantità contro qualità. Distinguo già registrato ed espresso dalla lingua greca che indica da un lato Chronos, il tempo empirico, un susseguirsi di istanti concatenati in una sequenza cronologica, esprimibile attraverso la misura e, dunque, quantitativo; dall’altro Aion, il tempo come durata, percepito dalla coscienza ma irriducibile a logiche matematiche lineari.

La tesi innovativa, portata a conclusione del libro, vede una causa inversa che diviene “magnete” che “aspira” il presente verso il suo futuro che è progetto e scopo del Sé. Attraverso l’atto di volontà consapevole e cosciente, e l’intenzionalità, si crea entanglement, la connessione del passato e del presente e del futuro.

Un saggio che si pone come riflessione di ampio respiro sull’osservatore che nell’indagare il Tempo, sta contemporaneamente indagando se stesso e il proprio ruolo nel progetto dell’universo.

«La nostra vita è composta da un tempo reversibile,

la ciclicità stessa della vita è un tempo reversibile

e il ciclo temporale non si chiude in se stesso,

ma si apre in una spirale volta all’infinito…»

Indice

PREFAZIONE

I – LA GRANDE DANZA

II – E LA LUCE FU

III – ROULETTE COSMICA

IV – NUVOLE E OROLOGI

V – DIPENDE

VI – ASSOLUTO RELATIVO

VII – QUANTO CAMPO?

VIII – LUNA QUANTICA

IX – AZIONI SPETTRALI

X – COMPLESSITÀ

XI – IL GENIO DI ALADINO

XII – GIANO BIFRONTE

XIII – EVOLUZIONE CREATRICE

XIV – STOKASTICA

XV – ENTROPIA, SINTROPIA E NEGHENTROPIA

XVI – ENERGIA E INFORMAZIONE

XVI – LA MEMORIA DEL FUTURO

Leggi un estratto del libro

PREFAZIONE

È per me una gioia e un onore poter scrivere una breve prefazione al libro del collega e amico Alberto Ugo Caddeo, un volume su un tema per me fra i più amati: il tempo.

La natura e le sue linee guida sono un processo cosciente metafisico. C’è coscienza nell’evoluzione e nell’evoluzione la memoria svolge un ruolo primario. La progettualità, scrive Caddeo, attraverso linee di minore resistenza diventa memoria del futuro. Dove il tempo funge da attrattore di un progetto realizzato, appunto, nel futuro.

Dai sistemi complessi, che non sono la somma delle singole parti ma le interazioni fra loro in una rete d’intersezioni che portano a comportamenti collettivi, ai sistemi oscillanti e alle strutture dissipative, l’Autore nota che l’adattabilità all’ambiente fa accumulare esperienza che porta a prevedere il futuro, a formulare ipotesi sul divenire e a ottimizzare il comportamento.

La visione dell’Autore non è soltanto quella di profondo conoscitore della fisica ma sfocia nel metafisico, laddove “la materia e i suoi oggetti non esistono”, sottintendendo il tema, a me caro, del mondo come realtà virtuale e dell’universo fisico olografico. Quella che Caddeo chiama sostanza universale è simile a quella che noi abbiamo chiamato, in omaggio al grande matematico Francesco Severi, la materia pura.

E fu proprio il grande collaboratore di Severi quel Luigi Fantappié che, partendo dall’equazione di d’Alembert, studiò la soluzione negativa, sintropica, dove il tempo può scorrere al contrario, dal futuro al passato. Un po’ come la causa finale di Aristotele o il grande Attrattore della noosfera nel pensiero mistico di Pierre Teilhard de Chardin.

Di profondo significato, intriso di coloriti episodi come la disputa fra Bergson e Einstein, La memoria del futuro è un libro senza dubbio da leggere. Anzi, da studiare.

Massimo Citro Della Riva

I
LA GRANDE DANZA

Ignis mutat res.

All’inizio del XIX secolo, quando la scienza che chiamiamo oggi “classica” ha ormai raggiunto definitive, universali, oggettive, a-temporali e dimostrabili certezze, l’intera impalcatura del pensiero scientifico occidentale viene attraversata da uno scandalo tanto incontenibile da innescare una deflagrazione i cui effetti fanno ancora oggi vibrare, arricchendolo, il nostro dialogo con l’universo.

Il modello scientifico dominante agli inizi dell’Ottocento, fondato sulla logica classica e sviluppatosi dagli studi di Cartesio (1596-1650) Leibniz (1646-1716) e Newton (1642-1726), si nutre di una continua tensione per la ricerca parossistica del mattone elementare (non ulteriormente divisibile) della realtà e l’identificazione di quell’unica Legge universale in grado di riassorbire in una singola formulazione la molteplicità fenomenica della realtà. L’indagine scientifica ma, più in generale, l’intero campo della conoscenza, guarda al cosmo come a un meccanismo fondato su ordine, quantità e misura: l’universo sarebbe dunque una macchina perfetta e intelligibile. In questa visione, la molteplicità, per essere indagata, dev’essere scissa, compartimentata e ridotta al quantificabile, così da potersi interpretare attraverso poche, imperative e immutabili leggi. Come recitano la Seconda e laTerza regola del celeberrimo Discours de la méthode pour bien conduire sa raison et chercher la vérité dans les sciences (nel quale si trova anche la famosa espressione Cogito ergo sum), pubblicato in forma anonima nel 1637a Leyde, il Metodo cartesiano richiede di:

[…] dividere ogni difficoltà che esaminerò in tante parti quante si potrà e ciò che sarà richiesto per meglio risolverle;

[…] condurre ordinatamente i miei pensieri, cominciando dagli oggetti più semplici e più facili a conoscersi, per risalire a poco a poco come per gradi, fino alla conoscenza dei più composti, e supponendo altresì un ordine tra quelli che non si precedono naturalmente l’un l’altro.1

L’universo al quale si guarda con la volontà di svelarne il funzionamento non è solo riducibile (ossia riconducibile a leggi universali da un lato e parcellizzabile in unità via via più elementari dall’altro), ma anche incastonato in un’a-temporalità dimostrata dalla reversibilità degli eventi fondati sul principio di causa-effetto. Un mondo dominato da un ordine logico, costruito su modelli in grado di descrivere i fenomeni e prevederli, nel quale ogni trasformazione è letta in quanto traiettoria (ossia il moto della materia nello spazio). Traiettorie di oggetti quantificabili e interpretabili matematicamente secondo una logica squisitamente additiva: date tutte le condizioni iniziali, è possibile (almeno in teoria e con gli strumenti di analisi adeguati) calcolarne in modo certo ogni sviluppo e, viceversa, è possibile risalire agli effetti analizzandone le cause. Uno dei pilastri della dinamica classica, che il matematico e filosofo tedesco Gottfried Wilhelm Leibniz postula con il Principio della ragion sufficiente, enuncia infatti l’equivalenza tra la causa piena e l’effetto intero, per il qualenon solo la causa è conseguente all’effetto (secondo il più squisito paradigma deterministico) ma vi è una reversibilità perfetta e totale tra causa ed effetto.

Un universo che disgiungendo, secondo il paradigma cartesiano, il soggetto pensante (ego cogitans) dalla cosa estesa (res extensa), ha inciso quella profonda cesura che darà vita alle due tipologie di pensiero (quello filosofico-umanistico da un lato e quello scientifico dall’altro), enucleando il soggetto dal suo oggetto di studio.

Una natura rassicurante che, interpretata attraverso gli strumenti della matematica, è in grado di compensare la necessità di ordine, di fornire spiegazioni chiare e distinte a ogni fenomeno e, soprattutto, di determinare con certezza il futuro, inteso come una mera conseguenza meccanicistica del presente, a sua volta derivante dal passato. Un tavolo da bigliardo o, come ebbe a dire Ilya Prigogine, una natura intesa come il frutto del lavoro di un orologiaio. Ordinata, stabile, certa, quantificabile, determinata e deterministica. Rassicurante, appunto. Tanto rassicurante da potersi sbarazzare dell’idea di un Dio creatore.

Sintetizza Edgar Morin ne La sfida della complessità:

Fino a Newton, è la perfezione divina che garantisce la perfezione delle Leggi della Natura; in seguito, essendo Dio stato ridotto alla disoccupazione tecnologica dalla scienza del XIX secolo, l’Ordine si fonda su se stesso o, piuttosto, è il mondo concepito come macchina perfetta che acquista l’assolutezza strappata a Dio.2

1  R. Descartes, Discours de la méthode pour bien conduire sa raison, et chercher la vérité dans les sciences. Plus la Dioptrique et les météores, qui sont les essais de cette méthode, “Ernest Flammarion Editeur”.

2  E. Morin, La sfida della complessità, “Le Lettere editore”, 2023.

Chi è Alberto Ugo Caddeo

Alberto Ugo Caddeo, medico e psicoterapeuta, è noto per il suo approccio integrato al benessere fisico e mentale. Formatore e ricercatore nel campo della Fisica quantistica, esplora da anni le nuove frontiere della scienza applicata alla salute, nonché alla prevenzione. Conferenziere e divulgatore scientifico, conduce numerosi corsi di formazione in Biofisica, counseling, crescita personale e temi inerenti la salute e il benessere psicfiosico, condividendo la sua esperienza e contribuendo alla crescita professionale di colleghi e professionisti nei diversi settori della salute.