Dai miti sumeri un’ipotesi sorprendente
NON è il solito libro sulla DEA
Dio è nato donna.
«Allora ditemi: credete ancora
che Dio sia un uomo con la barba
che parla con l’effetto eco?»
In questo libro Syusy ci parla di una dea in carne e ossa, anzi molto in carne, che potrebbe avere dato origine all’archetipo della Dea Madre, presente in tutto il mondo, la dea sumera Ninmah, una scienziata, un medico, una genetista secondo i miti letti come cronache.
Syusy, da viaggiatrice, racconta le esperienze dirette che ha avuto in tanti luoghi del mondo, alla ricerca della figura della Dea Madre, chiamata in mille modi diversi in luoghi diversi, ma rappresentata sempre con le stesse caratteristiche e rimasta per millenni l’immagine della Creatrice.
L’autrice prende anche in esame una “nipote” di Ninmah, Inanna. Dea della guerra e dell’amore, raccontata nei miti mentre combatte con gli dei maschi, alla fine, dopo una strenua resistenza, viene sconfitta.
Sta in questo l’origine della demonizzazione di tutte le Dee che la seguiranno?
Alla fine del libro, nell’appendice, Syusy si diverte a ipotizzare un mondo che si opponga alla logica fallica con una logica tutta al femminile: la logica del seno.
All’interno troverai 33 qr code che rimandano a video di approfondimento!
Indice
Non è il solito libro sulla Dea
Prefazione
1 – Dio è nato donna
Un’inedita identificazione della Dea Madre
2 – Tempo arcaico
Le grotte
Antro e grotte uguale vagina
La geometria delle Veneri
La vagina
Ki come madre terra
3 – Le antiche Dee
La Venere di Savignano
Malta
Göbekli Tepe
Çatalhöyük
La Dea grassa e oscena
4 – Alla ricerca
L’archeologa Marija Gimbutas
Domus de Janas
Pozzo di Santa Cristina
Menhir di Laconiv
5 – Dee Madri nel mondo
Dea Aborigena
In Italia la Mater Matuta
Pachamama
Mami Watà (in pidgin english)
Yemanja nella Santeria
La festa di Yemanja a Bahia
La Sirena
Shachi
Festa del Dashain
La Kumari
Orejona
Dee vacca. Hathor l’egiziana
6 – Che volto dare alla creatrice
I mille nomi di Ninmah
Ninmah crea l’uomo
La genetista
La versione di Marduk
Gli umani risorsa ma anche un problema
La pacificatrice
La gelosia
Declino della Dea
7 – Dee o cosa?
Quindi l’abbiamo trovata?
Dee aliene
Tiamat, l’equivoco
Dalle dee primordiali alle dee giovani
Al Lāt
Tara
Iside
Maalula, Iside uguale a Madonna
8 – Inanna
La dea di Uruk
Inanna e la montagna
Il primo poema
La sacerdotessa Enheduanna, la prima poetessa della storia umana
Tempio di Ain Dara
Conosciamola meglio
Inanna “ruba” i me
Inanna e il fidanzato Dumuzi
Discesa di Inanna agli inferi (Abzu)
Ti faccio re
9 – Inanna e la vendetta
Inanna e la guerra
Marduk al Nord
Guerre esplosive
Sabbia vetrificata
Valle dell’Indo, Mohenjo-daro e Harappa
10 – Demonizzazione di Inanna
La dea Mefitis
La Dea Aracne
Sirene e Arpie
La sostituzione. Diritto paterno contro quello materno: una tragedia!
Appendice – Manifesto della logica del seno
Dalla parte delle bambine: Zoe e io
I nostri svantaggi diventano vantaggi
Diritto paterno contro diritto materno
Logica fallica
Matriarcato
Bibliografia
L’autrice
Leggi un estratto del libro
Non è il solito libro sulla Dea
Questo libro non è “il solito libro sulla Dea” in cui si parla di lei come un archetipo, un essere spirituale, alla fine come un Dio padre al femminile.
In questo libro provo, credo per la prima volta, ad ipotizzare l’origine di questo archetipo trovando, dopo aver preso in esame molte divinità femminili, una dea che potrebbe avere dato origine a tutte le altre, una dea in carne ed ossa, anzi molto in carne: la dea sumera Ninmah.
Questo il libro si differenzia da tutti gli altri scritti fino ad ora che, diciamolo, si assomigliano un po’ tutti, perché definisce un prototipo non astratto della dea Madre, un prototipo plausibile da ritrovarsi nei miti sumeri che, secondo l’ipotesi degli Antichi Astronauti, potrebbero essere non favole ma cronache di un antico passato.
Nel libro analizzo uno dei miti più importanti sulla creazione dell’uomo: l’Atra Hasis, che racconta la dea come protagonista della programmazione fisica dell’essere umano, cioè del primo homo sapiens, l’Adamo biblico. In questo contesto Ninmah è una scienziata, un medico, una genetista.
Inoltre questo libro non parla di ricerche libresche ma è il frutto di un’esperienza diretta che io, da viaggiatrice, ho fatto in tanti luoghi del mondo, sempre cercando la figura della dea madre, chiamata in mille modi diversi in luoghi diversi, ma rappresentata sempre con le stesse caratteristiche e rimasta per millenni l’immagine della Creatrice.
Mi immergo quindi nell’esperienza diretta e vado anche alla ricerca e alla scoperta di alcuni segreti particolari, trovando collegamenti con un antico passato che fa emergere crani allungati, antiche vestigia inspiegabili, simboli che si ritrovano in tutto il mondo.
Prendo anche in esame, si potrebbe dire, una nipote di Ninmah, Inanna. Dea della guerra e dell’amore, nelle sue vicissitudini combatte gli dèi maschi e alla fine, dopo una strenua resistenza e qualche grande vittoria, viene sconfitta.
Sta in questo l’origine della demonizzazione di tutte le Dee che la seguiranno e che diventeranno il negativo distrutto e demonizzato dai vari monoteismi successivi?
Alla fine del libro, nell’appendice, mi diverto a ipotizzare un mondo che si opponga alla logica fallica con una logica tutta al femminile: la logica del seno.
Syusy Blady
Prefazione
È per me un duplice onore introdurre ai lettori questo lavoro di Syusy: un onore come suo ammiratore di lunga data e un onore come ricercatore e autore. Con letteralmente decenni di viaggi, trasmissioni televisive, documentari e libri, Syusy si incastona nel panorama italiano della divulgazione storica e culturale come un fenomeno che oserei definire unico; unico principalmente per la multidisciplinarietà che ha contraddistinto la sua carriera e che l’ha portata ad affrontare le sfide più interessanti e pericolose, i viaggi più difficili, a incontrare le culture più disparate e remote del globo.
Ricercatrice e esploratrice dalla mente aperta, mai la nostra Syusy si è fatta sopraffare dalla reverenza verso l’accademismo più radicale, e ciò la ha portata ad affrontare e scoprire segreti e teorie “alternative” anche al costo di dover fare i conti con le critiche delle menti più ristrette.
In questo suo ultimo lavoro, Syusy ci porta con sé in un viaggio lungo decine di migliaia di anni, un viaggio affascinante alla ricerca dell’origine di una delle figure storico-mitologiche più interessanti (e importanti) della nostra storia, la Dea Madre, e lo fa dannatamente bene portando al lettore le ricerche e le teorie dei migliori studiosi del passato, ortodossi ed eterodossi, ma anche il risultato dei suoi personali viaggi e delle sue ricerche.
Nel leggere il libro si passa agevolmente dalle complicate teorie sul femmineo di Max Dashu e Marija Gimbutas ai tanti reperti litici che testimoniano la presenza di un primordiale culto della Dea, si viaggia dalla Thailandia al Perù, da Ventimiglia a Lascaux, dalla Mesopotamia a Malta, si riscoprono i miti di innumerevoli culture in un range temporale vastissimo, e si va alla ricerca della prima identificazione di questa figura così importante: la dea Ninmah.
Con un occhio rivolto verso la controversa teoria degli Antichi Astronauti, l’unica capace di spiegare pienamente i fenomeni diffusionisti del passato indagati fin dall’Ottocento da autori come Grafton Elliot Smith e Zecharia Sitchin, Syusy mette tutti i pezzi del puzzle al loro posto, e ricostruisce il panorama che dalla “dea matrona” Ninmah dei miti sumeri ha portato alla nascita della figura della Dea Madre e al suo culto.
Lasciatevi allora portare in viaggio da Syusy ancora una volta, quello che scoprirete non mancherà di affascinarvi e di coinvolgervi.
Alessandro Demontis
1
Dio è nato donna
Allora ditemi: credete ancora che Dio sia un uomo con la barba che parla con l’effetto eco?
Non è colpa vostra, o nostra, ci hanno martellato con questa immagine per millenni ed è scontato che questa sia l’idea che ci siamo fatti di Dio.
Deve essere stato Michelangelo, con la sua Cappella Sistina, a farci credere definitivamente che Dio, in tutta la sua gloria, si presenti così a noi esseri umani “figli” riconoscenti e timorosi.
Forse la barba bianca e l’aspetto vetusto da patriarca ci sono stati tramandati dalle immagini di dèi antichi, come quelli sumeri, gli Enlil o gli Enki, con la loro bella barba folta, i loro capelli ondulati e lunghi e il copricapo con diversi ordini di corna.
Ci sono, sparse per il mondo, su montagne inaccessibili, e anche qui in Italia al Bonzone in Ligura, immagini scolpite di un uomo con la barba, come in Perù: a Tiahuanaco un Dio, Viracocha, ha questo aspetto, insolito per le popolazioni andine che sono caratterizzate dal fatto di essere glabre. Questi fatti non sono da dimenticare e ne parleremo più avanti ma, se vogliamo arrivare alla prima immagine del divino che gli esseri umani davvero hanno adorato, l’immagine di Dio della Cappella Sistina, dovrebbe essere diversa. Guardatela, con una lunga dissolvenza, che servirebbe a tornare indietro nel tempo, cambiare in una Dea!
Come mai allora questa immagine si è trasformata così tanto? Addirittura fino al punto di essere negata, demonizzata, smembrata? Come sempre la storia e le regole le fanno i vincitori e la Dea, sconfitta e negata, è divenuta un mistero. Questo è il primo fra tutti i misteri, il più grande insabbiamento della storia ufficiale: il fatto accertato che Dio, all’inizio, era una Dea, la Dea Madre, la Dea dai mille nomi e dai mille volti.
Tornando indietro nella storia dell’uomo e viaggiando dall’Asia al Medio Oriente, dal Sud America fino ad arrivare a casa nostra, scopriremo che Dio è donna!
Un’inedita identificazione della Dea Madre
Ma un attimo, non è finita qui, che ne è stato di questa Dea grassa adorata nel Neolitico e anche prima in tutto il mondo?
Lei stessa com’è nata?
Chi se l’è inventata?
C’è un originale dal quale ha preso forma la figura, così insistentemente indagata e riscoperta oggi dal mondo femminista e anche da quello accademico?
Il mio tentativo di analisi, che deriva da anni di indagine in viaggi e letture, parte dal simbolo stesso della vagina o dalle figurine di dee grasse di 25.000 anni fa fino alle dee mediorientali, Iside, Inanna e molte altre dai mille nomi, alle dee presenti in tutto il mondo, dalla Shakti in India alla Pachamama in Perù, all’Al Lāt di Palmira e tante altre. Insomma, le dee che ho visto e indagato nei miei viaggi seguendo per anni gli studi di illustri archeologhe, come Marija Gimbutas, e di tante altre ricercatrici.
Ma io in questo scritto voglio soffermarmi su un punto che è ignorato da tutti quelli che fino a ora hanno indagato la figura della Dea Madre: andrò alla ricerca di una presenza mitica ma forse anche reale, che possa giustificare questo culto arcaico. Naturalmente non so se ci ho visto giusto, ma mi sono accorta che tutte queste immagini di dee potrebbero fare riferimento a una figura arcaica.
In testi sumero-babilonesi è la madre di Enki che suggerisce al figlio di creare l’uomo ed è Ninmah (signora maestosa) che aiuterà Enki nel realizzare il piano. Essa, per portarlo a compimento, si inseminerà del nuovo essere, geneticamente creato in laboratorio, un misto di DNA terrestre con una parte “divina”, e partorirà l’Adamo, cioè il prototipo dell’uomo, cambiando il suo nome in Nintur (“colei che partorisce”). Così si dice in diversi miti mesopotamici e un sigillo la mostra seduta con un bambino in braccio contornata di ampolle come se fosse in un laboratorio e con l’albero della vita alle spalle.
Questa dea presso gli Accadi era conosciuta come Beletili, “Signora degli dèi”.
Col nome di Ninhursag, diventerà la Pacificatrice, perché a lei verrà affidato il territorio conteso tra le varie divinità del Medio Oriente e forse da questa sua caratteristica di Dea Madre e di dea pacificatrice nasce l’immagine che stiamo esaminando.
Ma c’è ancora dell’altro.
Secondo l’ipotesi degli Antichi Astronauti, i miti sumeri possono essere letti in chiave realistica. Questi dèi sarebbero intervenuti sull’evoluzione dell’uomo e sulla stessa civiltà umana. In questa ipotesi, che introduce la variante che manca alla storia, la Dea Madre potrebbe essere stata la genetista che ci ha “creati”.
Chi è Syusy Blady
Maurizia Giusti, più nota come Syusy Blady, laureata in scienze dell’educazione, è l’eclettica ideatrice, autrice e conduttrice di numerosi programmi televisivi d’intrattenimento intelligente. Ha scritto diversi libri su vari argomenti, da Il manuale della Tap Model, a romanzi come Tango inesorabile e Il paese dei cento violini. Sul tema della Dea, che le è caro e che ha sviluppato in anni di viaggi per il mondo, ha prodotto centinaia di video che si possono trovare sul sito nomadizziamoci.it e sulla pagina facebook Misteri per Caso.
Gli ultimi libri sul tema, prima di questo, sono I miei viaggi che raccontano tutta un’altra storia e Il meteorite iperboreo. Con questo libro conclude una ricerca di anni sul divino femminile, partendo dall’analisi che ci ha portati a capire che Dio è nato donna. Per Verdechiaro ha pubblicato anche I miei viaggi che raccontano tutta un’altra storia