Fotografie in versi

Autore: Chiara Ramasso
Numero Pagine: 80
Dimensioni: 14 x 21
Prezzo: € 15,00
ISBN: 9788866235736

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Fotografie in versi

Poesie

Prefazione del dottor Massimo Citro della Riva

Il titolo nasce dalla sintesi dell’elemento visivo dei componimenti e di quello verbale attraverso cui l’immagine si concretizza.

La raccolta si articola in cinque parti, in uno sviluppo dall’interiorità all’esteriorità; la sezione del “Sé” contiene riflessioni sull’individualità; “Mondi quotidiani” sono attimi di vita, uno sguardo che va oltre il “sé”; “Atti d’Amore” sono momenti romantici, di scambio tra individui; “Paesaggi interiori” rappresentano un affacciarsi sul mondo in cui l’individuo si riflette; infine la sezione “Parola” si discosta dalle altre e contemporaneamente le collega, in quanto è proprio attraverso di essa che queste “fotografie” possono concretizzarsi, diventare “verbali”.

«Sensazioni e pensieri

catturati e dipinti,

echi e riflessi

tra lo spazio del mondo

e lo spazio del cuore.»

Leggi un estratto del libro

Prefazione

di Massimo Citro della Riva

Fotografie in versi di Chiara Ramasso è di certo alta poesia, ma è anche pura alchimia. È con uno stratagemma alchemico che la Poetessa riesce a fondere i suoi versi nel crogiolo d’immagini catturate da brava fotografa, rimanendo incantata di fronte alla meraviglia che quasi non osa sfiorare. Del mondo conosce il dolore, la solitudine, la paura, la propria femminilità, la passione, la profonda sensualità, la sete di vita, ma non sa a chi dovrebbe “pagare il prezzo della felicità”. Sarà lecito, morale, consentito “sorprendersi a vivere, lasciarsi accadere”?

Allora Chiara “inforca la sua lente sul mondo” per indagarlo, lambita dalle “fiamme del desiderio e da un’affollata solitudine”. Chiara sa sognare e così riesce ad andare oltre “le messe in scena quotidiane per lanciare pezzi di quei sogni ai gabbiani” alla disperata ricerca di amore. Non trovandolo fuori, cerca in sé il sangue che sente pulsare dentro e allora si apre, lasciandolo sgorgare come un’offerta agli dèi. Rimanendo esclusa. Leopardianamente esclusa. Non c’è nessuno a “raccogliere i ricordi che le cadono dalle tasche”, soltanto ombre giudicanti, insinuanti il dubbio, ed ella finisce per rimanere pervasa della nostalgia del Cielo in una malinconia pascoliana che “ancora sogna un abbraccio”.

Ella, così fragile e così potente. Ella che sfida l’apparenza e cerca la verità per riportare a Camelot il Graal andato perduto. Ella, costretta a muoversi “fra quotidiano e meraviglioso” ed è questa la sua arte, quasi funambolica, dove “tutto è poesia”. Leggendo la poesia intitolata “Poesia”, con l’eco lontana delle note di Battisti, mi appare una vecchia tela del M° Francesco Aramu che ritrae un antico comò, quasi sfumato, con qualche fotografia ingiallita, dei fiori secchi e le cose che parlano piano, sommesse, quasi si nascondono ed è allora che anche il più piccolo oggetto diventa fotografia, quadro, sinfonia.

Si tratta di una grande poetessa, un’anima immensa che si è ingegnata a “sporgersi fra le righe scostando un poco le sillabe” lasciando intravedere un mondo sognato, quello del suo bellissimo cuore colmo di amore ancora inascoltato e incompreso.

Straordinariamente femminile, ostinata, guerriera, Ella incarna la Donna, la Domina, che squarcia il mondo delle apparenze per guidarci nel mondo reale. Che è quello del sogno.

Massimo Citro Della Riva

Medico, psicoterapeuta.

1. Voli

Ognuno,

prigioniero d’insondabili dedali,

tenta

utopici voli

sulle ali del proprio Icaro.

Piume

i suoi candidi desideri,

debole cera

la realtà:

ricade nel quotidiano,

paralizzante abitudine;

la strada cosparsa

di uccelli senza vita.

2. Partenza

Troppo stretti, ormai,

questi orizzonti,

troppo alte,

attorno a me,

le barriere delle paure:

bloccano lo sguardo e l’azione.

Ho fatto i bagagli,

anche la mappa dei sogni è pronta

e attende

d’esser tradotta in sentieri.

Soltanto il coraggio

manca all’appello,

non ricordo dove lo riposi

in attesa di tempi migliori.

3.

Non lasciare

che la tua maschera vuota,

etereo fantasma,

si trascini nel tuo tempo,

palpabile assenza,

come comparsa sbiadita

del tuo copione;

riappropriati di te stesso,

spezza l’abitudine,

sorprenditi a vivere,

lasciati accadere

come non hai mai fatto.

Chi è Chiara Ramasso


Sono una studentessa di ventitré anni, residente a San Mauro Torinese. Ho frequentato il Liceo classico V. Gioberti di Torino e attualmente mi sto laureando in Lettere Antiche nella stessa città. Fin dall’adolescenza ho avuto la passione per la scrittura, in particolare per la poesia, e ho iniziato a scrivere brevi componimenti e racconti; nel 2021 ho pubblicato la mia prima raccolta poetica Frammenti di Tempo con la Casa Editrice Epigraphia, e nel 2024 Amore come unità di misura del Tempo con Porto Seguro.