DIALOGHI TRA I PROFETI DEGLI ULTIMI GIORNI

Autore: Paolo Lissoni
Numero Pagine: 216
Dimensioni: 14 x 21
Prezzo: € 20,00
ISBN: 9788866235491

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DIALOGHI TRA I PROFETI DEGLI ULTIMI GIORNI

Interpretazione Lissoniana di Nostradamus

In genere si ricorre allo studio dei Profeti per indovinare il futuro.

Il primo ruolo delle Profezie, invece, è quello di consentire l’interpretazione spirituale della Storia nel momento in cui gli eventi si verificano.

Per comprendere un Profeta non è sufficiente il solo studio tradizionale intellettualistico, bensì occorre disporre di una minimale sensibilità profetica, che consiste nella percezione degli Archetipi strutturanti l’universo ed il divenire della Storia. Inoltre occorre avere in sé una visione unitaria di tutto il Sapere umano, quindi disporre di sufficienti conoscenze storiche, teologiche, filosofiche, psicosessuali, mediche e sociologiche.

Scopo del presente saggio è quindi tentare di dare una interpretazione rivoluzionaria di Nostradamus che consenta di sopportare meglio il peso del dolore del passaggio al Nuovo Mondo.

«La Profezia è una partecipazione alla divina Eternità. Tutto proviene dalla

Potenza Divina del grande Dio eterno, da cui si genera ogni Amore.

[…] Avviene un momento in cui al Profeta attraverso la luce perfetta della Profezia

appaiono manifeste sia le realtà divine che quelle umane. […] La conoscenza perfetta

degli avvenimenti futuri non si può acquisire senza la divina Ispirazione perché tutta l’ispirazione profetica origina e riceve il suo impulso essenziale da Dio Creatore.

[…] Dinnanzi alla Potenza divina, i tre Tempi sono coesistenti con l’Eternità.»

– Nostradamus

Indice

Il sommo dei profeti – Nostradamus
Prologo
Auto-premessa introduttiva
La vita di Nostradamus
Requisiti minimali per capire Nostradamus
Nostradamus e la Scienza dei Magi
Le rare date esatte riferite da Nostradamus
La teologia di Nostradamus
Il rapporto fra il libero arbitrio e l’indovinare il futuro
L’identità dell’anti-Cristo
Città, regioni, fiumi, mari, laghi e monti citati da Nostradamus
Città italiane citate nelle Centurie
Città francesi citate nelle Centurie
Altre città europee citate nelle Centurie
Altri continenti
Geografia del mondo

Quartine di eventi già avvenuti secondo i vari studiosi
Quartine riferite a personaggi del passato e del presente
Eventi riferiti in modo evidente ma non ancora successi
Formule o personaggi enigmatici
Il significato occulto della relazione fra Chyren e Selin
Quartine di eventi già avvenuti o futuri secondo un’analisi personale
Quartine riguardanti la crisi della Chiesa
Le profezie di Fatima e la centralità spirituale della Russia
Quartine riguardanti la Terza guerra mondiale quale passaggio al Nuovo Mondo
L’Apocalisse quale precipitazione dai piani dello spirito agli eventi della storia
Valutazione globale delle diverse interpretazioni delle Centurie di Nostradamus
Il ciclo dei Profeti del ii millennio
Le profezie del 1700 del monaco Basilio di San Pietroburgo
La Profezia e la Scienza
Auto-denudamento esistenziale
Epilogo
Allocuzione, visione, apparizione
La mia relazione con Cristo
La mia relazione con la Myriam
La mia relazione con il Profeta Muhammad
La mia relazione con Paolo apostolo
Il futuro svelatomi
Preghiera quale auto-analisi in Cristo

Leggi un estratto del libro

Prologo
Scriveva il teologo protestante Wolfhart Pannenberg che il senso della Storia può essere compreso solo in rapporto alla totalità della Storia, sancendo per la prima volta l’inseparabilità fra Rivelazione di Dio e divenire della Storia umana, abolendo in questo modo la delirante dissociazione fra Storia profana e Storia della Salvezza.
Infatti la Salvezza, intesa quale realizzazione perfetta dell’essere umano, non avviene in una Storia invisibile parallela a quella reale ma all’interno della stessa ed unica Storia, la Storia del genere umano, stabilendo in questo modo i presupposti per una interpretazione storica della Gerusalemme Celeste quale realizzazione del Paradiso di Dio in Terra, non in antitesi a Dio, ma a conferma del suo Amore, venendosi in questo modo a porre l’aporia fra conoscenza della totalità della Storia rispetto ad una Storia che ancora prosegue senza la prevedibilità di un Tempo del suo compimento.
Si tratta all’opposto di una aporia solo apparente, e reale solo a livello intellettuale, dal momento che lo scarto fra senso della totalità della Storia ed una Storia ancora in divenire è esattamente lo spazio proprio dell’esperienza profetica. Pannenberg venne così a porre i presupposti della connessione fra Teologia e Profezia, e questo rispetto ad una Tradizione teologica che, per secoli, non aveva saputo fare altro che ribadire che Profezia non è un indovinare il futuro ma interpretare il presente in Dio quando, invece, i due aspetti sono inseparabili fra loro, dal momento che l’indovinare gli eventi futuri non è che la conseguenza di una lettura del presente storico in Dio nel mentre che la Storia è ancora in atto e non solo a posteriori, come avviene per il comune storico. Che Dio renda noto gli eventi futuri ad alcuni uomini Suoi servitori liberi e coscienti – i Profeti – resi tali da Dio stesso, non è una eccezione ma regola eterna dell’agire di Dio, come mirabilmente sancito secoli prima di Cristo dal profeta Amos (3,7), laddove afferma: “Dio non fa nulla senza prima avere svelato i suoi segreti ai suoi Servitori, i Profeti”.
L’evoluzione della coscienza umana, raggiunta negli ultimi decenni con la relativa consapevolezza sull’esistenza di potenziali facoltà extra-sensoriali in ogni essere umano, ha consentito di fare della Profezia da puro carisma una Scienza, la Scienza dei Profeti, almeno in parte trasmissibile scientificamente a livello razionale, identificando le regole che presiedono il divenire della Storia, intendendo per regole non calcoli qabbalistici occulti o simili numerologie ma evidenze oggettivamente attestabili, storicamente verificabili e sintetizzabili in cinque aforismi essenziali, simili ad un Pentateuco delle Regole della Profezia o ad una Torah dei Profeti:
1) la Profezia esisterà sempre finché esisterà la Storia, non essendo che l’interpretazione della Storia in relazione al Proposito divino, ma cambia da Cristo in poi per cui, se prima di Cristo il Profeta era colui che parlava all’umanità nel nome di Dio, da Cristo in poi, essendosi ogni Verità compiutasi in Cristo, il Profeta è colui che parla a Dio della condizione spirituale del genere umano, evidenziandone le deviazioni;
2) la Storia si ripete in modo ciclico ma algebrico, per cui gli eventi storici hanno un esito opposto rispetto agli eventi analogici successivi in un ciclo storico precedente. La Profezia, nel suo avverarsi, segue una progressiva dinamica di precipitazione, al pari della malattia del singolo per cui, dinnanzi ad un cambio di coscienza dell’umanità, la predizione può arrestarsi a livello mentale o psichico, diversamente arriva a fisicizzarsi e a diventare evento cronachistico della Storia. Inoltre, come affermato dallo stesso Nostradamus, a partire dal 1600, ed esattamente dal 1607, la Storia diviene secondo cicli di 23 anni (III, 56);
3) nasce un Profeta ogni 100 anni, il quale a sua volta è la sintesi visibile di una Comunione mistica vivente in un dato periodo storico quale massimo centro interpretativo del senso della Storia in Dio in quel dato periodo, su cui inoltre convergono varie altre affermazioni profetiche formulate da persone dotate di carisma profetico e viventi in un momento storico vicino a quello del Profeta;
4) la Tradizione essena costituisce la matrice di ogni Profezia; Cristo è la Profezia che diviene Storia umana; Giovanni Evangelista e Paolo rappresentano i primi Profeti in Cristo; Muhammad costituisce il Sigillo di ogni futuro Profeta in Cristo e Nostradamus sancisce la perfetta identità del Profeta in Cristo quale sintesi fra Sapere umano e Sapienza divina;
5) nessun Profeta può smentire un precedente Profeta; non solo, ma l’operato di ogni nuovo Profeta deve essere a sua volta attestato da due precedenti Profeti o, quanto meno in modo evidente, da almeno un precedente Profeta.
La Missione epocale per il Terzo millennio per tutti i veri Discepoli e Occultisti è la stessa ed una sola, come attestato da tutta la Tradizione teosofica del Tibetano e della Bailey, indurre la sola vera Rivoluzione spirituale del Mondo unendo fra loro nel nuovo stato di coscienza d’Amore ciò che per duemila anni era stato diviso, vale a dire Scienza e Magia o Scienza dello Spirito, Sessualità e spiritualità, marxismo e cristianesimo cattolico, partendo non più dalla dimensione religiosa ma da quella scientifica, come secondo Regola profetica attestato da almeno due precedenti Profezie, dalle quali emergono sia il ruolo della Scienza nella spiritualizzazione del Mondo, che la sede ove sarebbe stato posto il seme di questa metamorfosi:
– Profezia del monaco Vasilij (Basilio) di San Pietroburgo nel 1700: “Non da uomini di Chiesa, ma da uomini di Scienza verrà la Rivoluzione spirituale del Mondo”; – Profezia riferita a papa Giovanni xxiii verso il 1955 quando era nunzio apostolico ad Istanbul: “I nuovi veri Santi verranno da Milano, ma ora sono ancora giovani”. Ed è a questa Missione che in sintesi hanno rivolto il loro sforzo i principali studiosi dell’Occultismo, in particolare Pico della Mirandola, Paracelso, Cartesio, Cagliostro, lo Steiner padre della Antroposofia ed il Kremmerz con la Fratellanza di Myriam.

Questa della Rivoluzione spirituale del Mondo, a partire non dalla Teologia ma dalla Scienza, è già una Profezia compiutasi con la genesi a partire proprio dall’area attorno a Milano e Monza di una nuova Scienza medica, realmente fondata sull’inseparabilità fra chimica biologica e vissuto psico-spirituale, la pnei (Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia) clinica, quindi quale sola vera Medicina olistica, che avrà nella Russia il suo idoneo utero storico-sociale.
Fra le definizioni più belle e sintetiche di “Profeta” in Cristo vi è certamente quella proposta dallo stesso Nostradamus e riferita nella Lettera al figlio Cesare, posta prima delle Centurie come premessa:
La Profezia è una partecipazione alla divina Eternità, attraverso cui il Profeta viene a conoscere ciò che il suo spirito divino gli ha donato mediante Dio Creatore, ed una predisposizione naturale… Tutto proviene dalla Potenza divina del grande Dio eterno, da cui si genera ogni Amore… Benché abbia usato il nome di “Profeta”, io non voglio attribuirmi un titolo di una così grande sublimità rispetto al Tempo attuale… Ma avviene un momento in cui al Profeta, attraverso la luce perfetta della Profezia, appaiono manifeste sia le realtà divine che quelle umane… La conoscenza perfetta degli avvenimenti futuri non si può acquisire senza la divina Ispirazione perché tutta l’ispirazione profetica origina e riceve il suo impulso essenziale da Dio Creatore… Dinnanzi alla Potenza divina, i tre Tempi sono coesistenti con l’Eternità, reggendo la Rivoluzione negli avvenimenti passati, presenti e futuri… Non che io voglia attribuirmi il titolo di Profeta, né la facoltà profetica, che avviene solo per divina Ispirazione.
Ogni vero Profeta non può che dire le stesse cose di Nostradamus sull’identità e sull’esperienza profetica. E sempre nella Lettera al figlio Cesare, è lo stesso Nostradamus a narrare la sua esperienza profetica e a stabilire il termine delle sue Profezie:
Sono un peccatore più grande di nessun altro in questo Mondo, soggetto a tutte le afflizioni umane. Ma, essendo investito più volte alla settimana dall’Ispirazione… ho composto libri di Profezie, ognuno contenente cento quartine astronomiche e profetiche, che ho voluto sistematizzare in un modo un po’ oscuro, che costituiscono vaticini in continuazione fra loro da ora fino all’anno 3797.
Nella lingua ebraica, che rappresenta la lingua dei Profeti prima di Cristo, Parola ed Evento si dicono nello stesso modo, con il termine “Davar”, ad indicare che Dio parla nella Storia innanzitutto attraverso gli eventi stessi della Storia, pur esistendo anche forme di comunicazione diretta di verità spirituali affinché siano ridette secondo il miglior linguaggio sapienziale di ogni epoca della Storia, la cui lettura resta comunque e soltanto un atto non razionale ma profetico. Il concetto di “evento” si è inserito come virus seducente all’interno della Teologia cristiana ma, a partire dalla Tradizione filosofica rabbinica riconfiguratasi nella forma della Fenomenologia con autori quali Emmanuel Lévinas e Jacques Derrida, coinvolgendo in una forma simil-ipnotica gran parte dei Teologi moderni, sia protestanti quali Eberhard Jüngel che cattolici quali Hans Urs von Balthasar, Jean-Yves Lacoste, Paul Ricœur e Jean-Luc Marion.
Tutto questo è avvenuto in modo simile ad un vero e proprio “colpo di Stato” intellettuale teologico nei confronti dei Profeti, sostituendo alla percezione profetica – la sola che sappia identificare la struttura archetipica della Realtà – un intellettualistico recupero del valore della sensibilità estetica quando, invece, solo la percezione profetica consente una reale lettura degli eventi.
Ed è solo la percezione profetica quale relazione “h24” con Dio a fare della vita di una persona umana una Liturgia vivente, in Lode a Dio e per la realizzazione del Regno dei Cieli in Terra quale sola vera Lode a Dio.
In definitiva, solo la percezione profetica può identificare la novità di un evento rispetto alla totalità della Storia, pur essendo la Storia ancora in atto, superando in questo modo l’aporia di Pannenberg su come sia possibile interpretare il senso della Storia in relazione alla totalità della storia quando la Storia è ancora in atto. Questo è possibile solo in uno stato di coscienza di coesistenza dei Tempi presente-passato-futuro, la cosiddetta “anacronia”, teorizzata da autori del xx secolo quali Jungel per la Teologia e Didi-Huberman per l’Arte, ma già ben evidente nelle stesse parole di Nostradamus, il solo autentico primo teorizzatore dello stato di anacronia della Realtà, vero significato occulto dell’idea di Corpo mistico.

Chi è Paolo Lissoni

Paolo Lissoni nasce nel 1954 a Milano, dove risiede. Dopo gli studi classici consegue la Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università Statale di Milano, specializzandosi in Oncologia Medica e Medicina Interna ed Endocrinologia. È considerato il padre della Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia clinica (PNEI), in particolare in ambito oncologico. L’autore ha saputo inoltre inquadrare gli agenti di una normale medicina all’interno di una visione spirituale del mondo, tanto da essersi laureato anche in Teologia presso la Facoltà Teologica dell’Italia settentrionale.