Conoscenze da esseri straordinari

Autore: Maurizio Martinelli
Numero Pagine: 176
Dimensioni: 14 x 21
Prezzo: € 18,00
ISBN: 9788866235743

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Conoscenze da esseri straordinari

MANUALE PER MEGLIO COMPRENDERE IL SENSO DELLA PROPRIA PRESENZA SUL PIANETA TERRA

Prefazione di Roberto Pinotti

Questo saggio presenta ventisei Esseri Straordinari, iniziando dai principali che donarono la civiltà ai Sumeri, Ninmah, Ea/Enki e Thot. Partiremo per un viaggio verso l’origine dell’Homo Sapiens Sapiens e scopriremo importantissime informazioni riguardo alla presenza della vita non terrestre ed alla struttura del nostro sistema solare.

Dalle divulgazioni e dalle informazioni che scaturiscono dalla presentazione dei vari personaggi, emerge la formazione di una nuova mentalità, una maggiore apertura mentale, per una visione “non terreste” che può permettere all’Homo Sapiens Sapiens di comprendere meglio il senso della propria presenza sul pianeta Terra, in bilico tra involuzione genetica ed evoluzione cognitiva.

«Per ognuno degli Esseri presentati nel presente saggio esistono testi scritti da Lei/Lui, oppure attribuibili a loro stessi oppure documenti che ne trattano le attività, opere e divulgazioni. Tuttavia, le loro comunicazioni sono rimaste per lo più circoscritte a gruppi limitati di studiosi e ricercatori, senza attecchire in maniera esaustiva nei cervelli dei miliardi di Homo Sapiens Sapiens che hanno vissuto e che attualmente vivono nel pianeta Terra… sembra quasi che siano stati creati blocchi e barriere per generareun’amnesia collettiva”, allo scopo di impedire all’umanità di “ricordare” la propria origine…»

Indice

Ninmah

Ea/Enki

Thot

Eva

Regina Puabi

Ishkur/Teshub

Re Salomone

Re Ashurbanipal

Tanaquil

Berossus

Ipazia

Benedetto da Norcia

Bernard de Clairvaux

Villard de Honnecourt

Omar Khayyâm

Leonardo Pisano, Fibonacci

Aldus Manutius

Elias Ashmole

George Smith

Maximillien de Lafayette

Samuel Noah Kramer

Zecharia Sitchin

Jules Verne

George I. Gurdjieff

A. R. Bordon

Roberto Pinotti

Leggi un estratto del libro

Prefazione

di Roberto Pinotti

Oltre che un caro amico, Maurizio Martinelli è un uomo di grande cultura e apertura mentale, il cui percorso si è non certo casualmente incrociato con il mio – decisamente atipico – anche in virtù dell’operato pionieristico del padre, che negli anni Cinquanta si è validamente confrontato con l’apporto di George Hunt Williamson e di Costantino Cattoi. Così Maurizio si è necessariamente rivolto al passato remoto dell’uomo per individuare quel filo conduttore atto a delineare il quadro dell’ascesa dell’umanità con le sue varie componenti storiche, mitologico-religiose, scientifico-culturali, esoteriche e financo politiche. Questo libro introduce tutto questo attraverso la emblematica individuazione di personaggi esemplificativi tali da scandire tutto ciò dall’alba dell’umanità ad oggi.

Probabilmente non tutti potrebbero essere pronti ad accettare la sua impostazione e la sua scelta di “tirare le fila” di un discorso che finora è stato gelosamente confinato nell’ambito iniziatico e dell’esoterismo. E addirittura al punto che la stessa maggioranza degli operatori in campo esoterico non ne è minimamente a conoscenza.

Un esempio?

Il periodo pandemico è stato autoreferente, molte notizie sono passate non richiamando l’attenzione mediatica che tempi meno angoscianti gli avrebbero tributato: dopo 75 anni di caparbia negazione del problema da parte del Governo USA, il 25 giugno 2021 gli UFO (sigla da “Unidentified Flying Objects”, oggetti volanti non identificati) sono infine stati ufficialmente “sdoganati” dal Pentagono, che ha pubblicamente ammesso che si tratta di fenomeni fisici e reali di carattere tecnologico (ovvero macchine), caratterizzati da tecnologia avanzata, sotto controllo intelligente e di ignota provenienza, per i quali una eventuale origine non terrestre non può essere esclusa.

Tale riconoscimento è riferibile a un buon 20% degli oltre un milione di casi registrati negli ultimi sette decenni, quelli inspiegabili ma caratterizzati da leggi e costanti (patterns) ricorrenti e tali da dare loro un volto preciso ma decisamente “altro” (ovvero alieno).

In USA la constatazione che militari e intelligence abbiano monitorato segretamente la tematica con fondi “neri” da capogiro ha “indispettito” il presidente Trump ed i politici ignari; per questa ragione sono state istituite, tramite il Congresso, interrogazioni pubbliche di testimoni chiave del settore militare e dei servizi segreti che hanno deposto sotto giuramento confermando cose finora considerate incredibili: fra le quali che gli USA detengono perfino mezzi schiantatisi al suolo frutto di tecnologia non umana con i resti dei loro occupanti, studiati in segreto a livello di retroingegneria per perseguire avanzamenti tecnologici. Di più. Mentre gli interrogati su cose attinenti agli USA si sono rifiutati di rispondere in nome di problemi top secret di sicurezza nazionale, è comunque stato confermato che il primo UFO recuperato sarebbe stato quello caduto nell’Italia fascista del 1933 e segretamente studiato da una commissione scientifica creata da Mussolini e guidata da Guglielmo Marconi: il “Gabinetto RS/33” (RS sta per “Ricerche Speciali”). Il Duce pensava ad un’arma segreta francese, inglese o tedesca, il che non era. E pur senza prove si convinse che fosse un mezzo di fabbricazione germanica, cosa che contribuì a farlo sciaguratamente schierare con il Terzo Reich.

In ogni caso gli americani si appropriarono del tutto nel 1945, salvo poi effettuare altri preziosi recuperi. Da noi la questione emerse solo nel 1996 grazie a documenti d’epoca autenticati da perizie forensi, resi noti da chi scrive. Oggi tutto ciò non solo viene dichiarato dai militari USA, ma anche confermato da nuovi documenti storici in seguito emersi e fatti avere a chi scrive dal già Premier e Senatore Giulio Andreotti, infine presentati nel mio ultimo libro Ufo Italia: da Mussolini al Pentagono (Vallecchi Editore), in traduzione anche all’estero. Dunque non solo gli UFO c’erano prima del 1947 (quando cominciarono a parlarne i giornali) e il loro studio, l’ufologia, è nato in Italia negli anni Trenta e non in USA negli anni Quaranta; ora è anche ufficialmente ammesso coram populo che il fenomeno (che per caratterizzare il “nuovo corso” della ricerca in USA è stato ribattezzato UAP o “Unidentified Anomalous Phenomena”) “distorce la metrica locale dello spazio-tempo ove esso si verifica”, e che per esso, oltre a quella classica a noi nota, vale altresì la fisica quantistica che consente spostamenti in “continuum” spazio-temporali diversi; e così pure che si tratta di veicoli “trans-medium”, ovvero in grado di operare indistintamente nel vuoto dello spazio, in una qualunque atmosfera e così pure in un fluido più denso come l’acqua, e dunque anche nell’idrosfera terrestre. Una nazione che da sette decenni avesse disposto di tale tecnologia avrebbe imposto il proprio dominio al mondo. E se ciò non è successo dobbiamo necessariamente guardare oltre la Terra.

È ormai evidente che il fenomeno, presente in tutto il mondo, non ha limiti di spazio, ma tanto meno ha limiti di tempo: è presente nelle cronache di secoli e millenni fa.

Certo, ovunque mezzi volanti scesi dal cielo (chiamati con distacco dal romano Giulio Ossequente “clypei ardentes” e “trabes ignitae”, scudi ardenti e travi infuocate) erano solitamente considerati manifestazioni divine: dai celesti “carri angelici” della Bibbia (con il “carro di fuoco” che rapisce il profeta Elia e il “carro di Dio” che atterra di fronte al profeta Ezechiele) ai “Vimana” della tradizione vedica, i “carri volanti” dei Deva degli Indo-ariani doni degli Dei agli umani descritti nei testi dell’India protostorica con sorprendente dovizia di particolari tecnici, e in quanto tali da richiedere approfondimenti in sede scientifica. Non a caso chi scrive sul tema ha presentato già nel 1988 in sede accademica una relazione scientifica al 39° Congresso della Federazione Astronautica Internazionale svoltosi a Bangalore in India.

Se dunque presenze non terrestri ci visitano e ci monitorano da così lungo tempo senza averci invaso, conquistato e schiavizzato, dovremmo forse non considerarli particolarmente ostili all’umanità, probabilmente ritenuta ancora troppo arretrata ed inaffidabile per meritare un loro contatto a livello di massa. Contatto di massa che detronizzerebbe l’Homo Sapiens come centro dell’Universo e che, se non fosse debitamente preparato, farebbe certo schiantare a livello psico-sociologico la nostra cultura con il crollo dei suoi valori di riferimento. Il tutto in un processo devastante di anomia generalizzata con il conseguente appannarsi di ogni tradizionale autorità. È in nome dell’ordine pubblico e del rischio di una crisi di autorità che tutti i governi sul tema si sono mossi e si muovono con i piedi di piombo, consci del loro sicuro scollamento da masse che si sentirebbero ingannate e guarderebbero ai nuovi venuti quali unici punti di riferimento.

Sul fronte della religione, a parte la positiva esternazione del Dalai Lama, la stessa Chiesa Cattolica, che significativamente ha tradotto in latino il termine UFO (Res Inexplicatae Volantes) e secondo cui nessuno può limitare l’onnipotenza creatrice di Dio nella creazione continua, indirettamente si è già più volte pronunciata con dichiarazioni ufficiali di diversi suoi esponenti a favore della vita extraterrestre. Dai personaggi santificati (San Pio da Pietrelcina) ai teologi (Francis Connell, Domenico Grasso, Corrado Balducci e Armin Kreiner) fino agli astronomi gesuiti della Specola Vaticana (George Coyne, Luis Gabriel Funes e Guy Consolmagno).

E lo stesso Papa Francesco ha pubblicamente e seriamente parlato dell’eventuale visita di una “delegazione di marziani” cui la Chiesa non potrebbe negare, se richiesto, il battesimo. Il discorso sugli Extraterrestri implica quindi anche notevoli aspetti di carattere religioso e perfino esoterico. “Come facciamo” mi chiese a suo tempo un fraterno amico, valido Maestro Venerabile in una Loggia di una Comunione Massonica italiana “a dire ai nostri Fratelli che i ‘Superiori Sconosciuti’ di cui parla l’esoterista René Guénon e anche Georges Gurdjieff sono in realtà dei superni ‘Maestri Extraterrestri’ infiltrati fra noi che da sempre ci guardano dal cosmo?”. Apparentemente, la risposta ce la dà nel suo testo La Massoneria, Christian Jacq, quando ricorda che “nel 1823 un Fratello massone di nome Olivier affermava testualmente che: ‘La nostra Istituzione già esisteva in diversi sistemi solari, prima della creazione del globo terrestre’…”. Un’affermazione netta e sconcertante che sottintende il fatto che esseri cosmici non troppo dissimili dall’uomo avrebbero condiviso con la nostra umanità gli stessi avanzati principi comportamentali ed etici sulla Terra propri della Libera Muratoria. Fantasie? Forse. Ma gli occupanti alieni degli UFO, in base alle più concrete testimonianze raccolte, sono esseri antropomorfi a tutti gli effetti. E che dire allora degli Elohim, i celesti Angeli Caduti che – come confermano il VI capitolo della Genesi e Giuseppe Flavio nel suo Le antichità giudaiche – copularono ed ebbero dei figli (i Nephilim) dalle donne della Terra? Altro che evoluzione dalle scimmie! In Massoneria tutti sono e restano apprendisti. Solo che purtroppo ad approfondire certe verità sono pochi. Uno che lo ha fatto è stato Riccardo Chissotti, che pur avendo svolto una attività professionale nel settore aerospaziale che lo ha portato dall’Italia alla Germania e agli USA, da massone ha realizzato un Dizionario Massonico (Ed. Bastogi) che, significativamente, riporta oltre una ventina di “voci” specifiche relative agli UFO e ai fenomeni connessi, avendo giustamente considerato le profonde valenze esoteriche che il tema degli UFO e degli alieni presenta in rapporto alla Massoneria e all’esoterismo. Valenze iniziatiche che ci sono e che quindi sarebbe bene fossero approfondite. Ma si sa, per molti leggere è faticoso. E in Italia si legge pochissimo e anche male. Nulla di strano, dunque, che pure in una realtà iniziatica come la Massoneria avvenga, per dirla con una frase biblica, che “molti sono i chiamati, ma pochi gli eletti”. E così di tutto ciò personaggi apicali della Massoneria sono totalmente ignoranti.

E ignorano pure che uno dei personaggi meno conosciuti dell’ufologia fu il massone Andrew Tomas, che è stato un ufologo “ante litteram”, un esoterista, e anche un indiscutibile anticipatore, fin dai suoi scritti del 1935, dell’esistenza del fenomeno UFO e delle creature extraterrestri che opererebbero qui sulla Terra. Fu anche il pioniere dell’ufologia australiana. Nacque a San Pietroburgo (Russia) il 23 giugno 1906 e la sua situazione familiare lo portò poi in Manciuria, in Cina, in USA e infine in Australia, paese di cui prese la cittadinanza. Qui nel 1952 aderì inizialmente alla pionieristica associazione ufologica A.F.S.B. (Australian Flying Saucer Bureau), per poi fondare nel 1956 l’organismo indipendente UFOIC (UFO Investigation Centre).

Negli anni successivi viaggiò anche in Egitto, Inghilterra, Francia, Portogallo, Italia e Jugoslavia, approfondendo quella che definì una necessaria e “profonda conoscenza della storia arcana, degli argomenti esoterici e della moderna filosofia della Scienza”.

Andrew Tomas si diceva convinto del fatto che gli UFO visitano la Terra da migliaia di anni e che tuttora “una guerra fra due mondi sia in corso fra forze terrestri e cosmiche che si confrontano in battaglia anche sulla Terra”, seppur non manifesta. Nel 1958, Tomas elaborò un suo “Planetary Pact” in vista di possibili “contatti con altri pianeti, in preparazione della scoperta di vita su alcuni di essi”.

Andrew Tomas fu un maestro massone del trentaduesimo grado del Rito Scozzese Antico e Accettato, nonché Maestro Venerabile di una Loggia massonica di Shanghai nel 1948. Parlava e scriveva numerose lingue, tra le quali il francese, l’inglese e il russo fluentemente e anche un po’ di cinese e di italiano. Era un profondo appassionato di Tradizione, Archeologia, Paleontologia, Storia Antica, Astronomia e viaggi. Nel corso degli anni Settanta con finalità divulgative ha scritto i best-seller Atlantis from legend to discovery, The home of the gods, Mirages of the ages: a critique of Christianity, Shambhala: oasis of light, On the shores of endless worlds e il classico e ben noto We are not the first, anticipando così anche le prospettive della “paleoastronautica”. Sì, perché già ben prima che si parlasse della “teoria degli Antichi Astronauti”, già negli anni Trenta Tomas aveva capito che dei “tutori cosmici” ci seguono dall’alto cercando di orientarci verso il progresso e la conoscenza che rende liberi. Peccato che finora l’Homo Sapiens si sia dimostrato un cattivo allievo e abbia recepito ben poco.

Comunque non disperiamo, perché in ogni caso il contributo di Maurizio Martinelli si dimostrerà prezioso per tanti.

Chi è Maurizio Martinelli

Maurizio Martinelli è un consulente internazionale che ha viaggiato in più di cinquanta stati come ricercatore indipendente, e da sempre cerca di avvicinare l’Homo Sapiens Sapiens a “un punto di vista non terrestre”.

Per Verdechiaro ha pubblicato: APU AN, Il ritorno del sole alato (2011), Extraterrestri: il contatto è già avvenuto – saggio biografico su George Hunt-Williamson (2013) e Anche gli Dei sbagliano (2018).