UNA CANTANTE MODENESE SUI PALCOSCENICI DI TUTTA EUROPA, ALLA CORTE DEGLI ZAR E NELLA FAMIGLIA DEL GATTOPARDO
Questo libro racconta la vita avventurosa e straordinaria di una cantante da riscoprire e ricordare: la modenese Alice Barbi (1858-1948). Dotata di una splendida voce di mezzosoprano, studiò violino, pianoforte e canto e si esibì con grande successo presso le Corti e nei teatri di tutta Europa, ammirata da musicisti come Franz Liszt e Johannes Brahms.
A 35 anni sposò il barone lettone di origine tedesca Boris von Wol Stomersee, gentiluomo alla Corte dello Zar, e con lui visse tra San Pietroburgo, la Costa Azzurra e la Lettonia, nel magni co castello di famiglia di Stomersee. Anni felici, nell’eleganza e nell’arte, cui seguirono però i difficilissimi anni della Rivoluzione Russa del 1905 e poi di quella ben più grave del 1917: la morte del marito Boris, l’eccidio della famiglia dello zar Nicola II, i grandi pericoli vissuti in quel periodo. Alice sposò in seconde nozze il principe Pietro Tomasi della Torretta, zio di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, autore de Il Gattopardo, e visse a Londra con lui, ambasciatore presso la Corte di San Giacomo. In seguito sua glia Aleksandra, psicoanalista, sposò Giuseppe Tomasi di Lampedusa, del quale quindi Alice Barbi fu zia e anche suocera. Morì nel 1948 a Roma.
INDICE
Presentazione
Introduzione
Alice Barbi, la bambina sulla sedia
Gli studi e i primi successi
Una carriera rapida e straordinaria, ma breve
Il matrimonio e l’ammirazione di Johannes Brahms
Boris von Wolff Stomersee, i tedeschi baltici e il castello di Stomersee
La Lettonia
Italia e Lettonia. Modenesi sul Baltico
Alice Barbi dopo il matrimonio. La Belle Epoque
I tempi cambiano. La Russia dello zar Nicola II. L’inquietante starec Grigorij Rasputin
La rivoluzione russa del 1905 e quella del 1917. La morte di Boris von Wolff Stomersee
La fine di Rasputin
L’eccidio della famiglia dello zar
Alice Barbi di nuovo in Italia, a San Giovanni in Persiceto
Una svolta inattesa: secondo matrimonio. Alice entra nella famiglia dei principi Tomasi di Lampedusa
Un genero speciale per Alice Barbi: Giuseppe Tomasi di Lampedusa, autore de Il Gattopardo
Giuseppe Tomasi di Lampedusa scrive ad Alice Barbi, sua zia e futura suocera
“Mamà”, una suocera difficile. Vita coniugale di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e Aleksandra/Licy von Wolff Stomersee
La precognizione. Gli ultimi anni di Giuseppe Tomasi di Lampedusa
Il Gattopardo
Gli ultimi anni di Alice Barbi
Alessandra von Wolff Stomersee, principessa di Lampedusa
Appendice
Bibliografia
Ringraziamenti
CHI E’ PAOLA GIOVETTI
Paola Giovetti, fiorentina residente a Modena, laureata a Bologna in Lettere, con specializzazione in letteratura tedesca; come giornalista e scrittrice si dedica in particolare alle tematiche della ricerca psichica, della mistica, della letteratura e della storia.
Ha collaborato a varie riviste della Rizzoli (La Domenica del Corriere, Visto, Astra) e a Il Giornale dei Misteri. Scrive regolarmente articoli di curiosità storiche e letterarie per la rivista medica Cuore e Salute. È direttrice della storica rivista Luce e Ombra, dedicata alla ricerca psichica, e presidente della Biblioteca Bozzano-De Boni di Bologna, di cui Luce e Ombra è organo.
È autrice di numerosi saggi dedicati alle tematiche sopra citate, pubblicati da Armenia, Mediterranee, San Paolo, Verdechiaro.
LEGGI UN ESTRATTO DEL LIBRO
Presentazione
di Maria Teresa Scapinelli
Ho sempre avuto un’attenzione particolare per i paesi nordici, e nel leggere Anime Baltiche dello scrittore olandese Jan Brokke sono rimasta affascinata nello scoprire che queste terre lontane sono i luoghi di nascita di grandi personaggi ammirati e conosciuti in tutto il mondo artistico, dalla pittura, alla letteratura, alla musica.
Mark Rothko, pseudonimo di Markus Rothkowitz, pittore espressionista ed informale, morto nel 1970, i cui dipinti si possono ammirare nei più prestigiosi musei, era lettone; Arwo Part, compositore musicale vivente, le cui composizioni sono nei programmi dei maggiori teatri, è nato in Estonia; Gidon Kremer, violinista e direttore d’orchestra, era lettone al pari di Mischa Maisky, grandissimo violoncellista e acclamato ovunque nel mondo.
Fra gli illustri personaggi vissuti in questi paesi ho scoperto un nome che mi ha immediatamente emozionata e incuriosita: Alice Barbi, mezzosoprano e violinista, nata a Modena nel 1858.
La mia città è terra natale dei più bei nomi della lirica mondiale: Luciano Pavarotti, Mirella Freni e Rajna Kabaivanska, modenese di adozione, che con la loro arte hanno portato Modena nel mondo. Ho scoperto che Alice Barbi, la cui vita è stata lunga e stupefacente, ha precorso i nostri Grandi Concittadini contemporanei per l’apprezzamento artistico avuto in Italia e in Europa.
La passione per la musica e per il mondo musicale e l’amicizia con la scrittrice Paola Giovetti, autrice di numerose biografie di personaggi illustri del passato, mi hanno dato l’idea di proporle di scrivere la storia di Alice Barbi, vissuta nel gran mondo europeo alla fine dell’Ottocento e nella prima metà del Novecento. Idea che Paola ha subito fatto sua, conquistata come me dalla storia di vita di questa donna speciale.
Sono rimasta realmente affascinata dalla figura di Alice Barbi, non solo per la sua carriera artistica, ma anche per gli incroci del destino che in un complesso periodo della nostra storia l’hanno portata a vivere vicende straordinarie, tra cui quelle della Rivoluzione russa del 1917 e il legame con la famiglia Tomasi di Lampedusa.
Questa biografia restituisce Alice Barbi alla sua città e al mondo dell’arte.
Introduzione
Quella di Alice Barbi, cantante e violinista apprezzata in tutta Europa tra Otto e Novecento, è una storia insolita e per tanti aspetti straordinaria. Nata a Modena nel 1858 e cresciuta nella cittadina di San Giovanni in Persiceto (Bologna), era figlia di un valente violinista che le insegnò la sua arte. Imparò poi a suonare anche il pianoforte e soprattutto scoprì di avere un’incantevole voce di mezzosoprano, e con la guida di eccellenti maestri sviluppò questa dote. Era una cantante da camera, da concerto, e come tale ebbe una straordinaria carriera presso le Corti e i teatri italiani ed europei.
Molto bella, aggraziata, colta, conoscitrice di varie lingue, Alice Barbi fu apprezzata da personalità come Franz Liszt e Johannes Brahms. Questa carriera durò però poco più di dieci anni, perché Alice conobbe e sposò nel 1894 il barone lettone di origine tedesca Boris von Wolff Stomersee, gentiluomo di Corte dello zar di Russia, e di conseguenza abbandonò le esibizioni pubbliche, continuando tuttavia a tenere concerti in sale private o per beneficenza. Ebbe due figlie, Aleksandra e Olga. La sua vita si svolse per anni nell’ambito del gran mondo internazionale, tra San Pietroburgo, la Costa Azzurra, Riga, capitale della Lettonia, e il meraviglioso castello di famiglia di Stomersee.
Questa fase dorata si concluse bruscamente a causa della Rivoluzione russa: quella del 1905, e poi quella ben più grave dell’ottobre 1917, che costrinse lei e le figlie a fuggire, non senza rischi. All’inizio di quello stesso anno Alice era rimasta vedova, essendo Boris morto in un tragico incidente. Si rifugiò in Lettonia e poi in Italia, a San Giovanni in Persiceto, presso amici con i quali era sempre rimasta in contatto; qui nel 1920 ricevette la visita e la proposta di matrimonio del diplomatico Pietro Paolo Tomasi, XII principe di Lampedusa, barone della Torretta, zio di Giuseppe Tomasi di Lampedusa che anni dopo sarà autore del celebre Il Gattopardo. Alice aveva superato i sessant’anni ma era ancora bellissima, il suo fascino era intatto. Si erano conosciuti in Russia anni prima quando Pietro Tomasi, di quindici anni più giovane di lei, era ambasciatore a San Pietroburgo – ed evidentemente quell’incontro non era stato dimenticato.
Si sposarono a Londra dove lui era ambasciatore e lì si stabilirono. E fu in casa loro che si incontrarono Aleksandra von Wolff Stomersee, detta Licy, figlia di Alice e Boris, e Giuseppe Tomasi di Lampedusa, in visita allo zio. Aleksandra, che viaggiava molto e soggiornava spesso nell’amato castello di Stomersee in Lettonia, era psicoanalista, cultrice della psicoanalisi di Freud, e in seguito fu tra i fondatori della Società Psicoanalitica Italiana insieme a Cesare Musatti e Emilio Servadio. Licy e Giuseppe Tomasi si sposarono nel 1932: una coppia che più diversa non si può, un matrimonio insolito ma ricco di reciproci stimoli.
Alice Barbi, conclusa la carriera diplomatica del marito, tornò con lui in Italia e si stabilì a Roma dove visse gli ultimi sereni anni della sua vita avventurosa in costante contatto con le figlie (Olga aveva sposato il diplomatico Augusto Biancheri e fu madre di due figli maschi, uno dei quali fu Boris Biancheri, diplomatico e scrittore; e Licy era spesso a Roma per la sua attività di psicoanalista), seguendo la carriera politica del marito senatore (fu l’ultimo presidente del Senato del Regno d’Italia), in cordiali e frequenti rapporti con Giuseppe Tomasi di Lampedusa.
Una vita straordinaria, densa di incontri, successi, partecipazione a eventi epocali, vissuta nel bel mezzo della Grande Storia.
Una vita che vale certamente la pena di conoscere.