Metodo riconosciuto dalla Regione Toscana
Imparare a Pensare espone un metodo di approccio filosofico nato da 14 anni di pratica sul campo, a partire da un’esperienza di “ascolto filosofico” avviata in collaborazione con medici di base e poi consolidata attraverso centinaia di percorsi individuali.
L’obiettivo del metodo non è spiegare la vita, né risolvere in modo definitivo una sofferenza, ma aiutare la persona a imparare a pensare, cioè a sviluppare una nuova capacità di comprensione di sé, del proprio presente e delle proprie possibilità.
La prima parte del testo costituisce l’esposizione teorica e metodologica di questo lavoro; la seconda parte traduce questa architettura teorica in forma narrativa, aforistica e letteraria. Attraverso una serie di racconti brevi, dialoghi, confessioni e frammenti poetici, il metodo prende corpo in vite possibili.
Imparare a Pensare è dunque un libro sul passaggio dalla spiegazione al senso, dal dovere di essere alla possibilità di diventare, dalla difesa di sé alla cura di sé.
INDICE
Prefazione di Angelo Tonelli
PRIMA PARTE – Metodo di Approccio Filosofico
Introduzione
Metodo di Approccio Filosofico: Imparare a Pensare
Panchina
Simmetria
Il linguaggio
Siamo consapevoli insieme di questo viaggio (terzo luogo)
Parola
Onda d’Urto
Tempo
Punto cieco
Il silenzio
L’aggancio
L’abbandono
L’ascolto
Invisibilità
Mancanza (Senza)
Persona
Corpo
Dissolvenza
Uscita
1,2
1,2,3
Restituzioni
Imparare a Pensare
Conclusione
SECONDA PARTE – Imparare a Pensare: Racconti e pensieri
Niente è vero: tutto è reale
Mio fratello è figlio unico
Chiodi e rose
In tasca
Elettrico Zen
L’ora del tè
Nel mentre di un giorno qualunque
Merenda
Acqua naturale
Il nome delle cose
L’annunciazione
22.45
Senza resto
L’ambra
La pizza di Matteo
Il giorno di Emma
Senza rima
La macchia
Giallo sole
La stanza nuda
Post mortem
La città normale
Il doppio pasto
Questo è un orologio da polso
Danse de la mort
Assolo
La serpe
Piatto vuoto
Ofelia
Rumi
E liberaci dal male, amen
In interiore homine
La luce buia
La stanza senza orologio
Il morso
Autogrill
Adele
Interno oracolo
La settimana
Non è un blues
Silenzio
La torta della nonna
Shiny skin
La luna sotto il mare
Un sogno ricorrente
Briciole e pane
Gino
Easy glass
Il sonno di Elisa
Sapore di mare
La casa quadrata
Il bicchiere di Caterina
Dentro il bagno
Foglie di tè
Elisabetta e il suo lunedì
Erica
Suzi
Al parco
5 euro
Il canto di Adele
Il gioco di Michele
Il mare di Giovanna
Il corpo del silenzio
A fin di bene
Minotauro
Requiem
Il cielo sopra
Golden
A fari spenti
Martedì
Il giorno delle visite
San Lorenzo
Curve
La poveretta
Regalo di nozze
Slot
Viale dei cipressi
La stanza di Giulia
In nome dell’amore
La prima cena
Clarissa, ti ho sepolta
Salmo 13
Luna
Il presepe
Diamante
Anatomia
Nonno G.
Acquario
Il topo
Civico 73
Il marito di Silvia
Componibile 51
La confessione
12 minuti
Spremuta
Gate 18
Il giorno prima
Mont Blanc
Sorella Benedetta
500 metri circa
Imparare a nuotare
Tavolo 5
Il dono
Il bagaglio
2 minuti
Un’ora
La donna di vetro
Barattolo
Casablanca
Tommaso e il ragno
Il pianto
Il barattolo è dell’estate scorsa
La memoria del cane
LEGGI UN ESTRATTO DEL LIBRO
Introduzione
“La filosofia è caccia a tutto ciò che vive.”
P.F.
Dopo 10 anni di collaborazione certificata con un ambulatorio di medici di base della provincia di Arezzo ed altri 4 anni di lavoro sul territorio, la Regione Toscana ha riconosciuto il mio metodo.
Oltre ad una selezionata casistica, scelta tra più di 600 persone seguite, ho presentato alla commissione preposta quello che ho chiamato “Metodo di approccio filosofico: Imparare a pensare”, copyright depositato alla Siae.
La commissione di esperti si è pronunciata favorevolmente, all’unanimità, avendo, tra le altre specificità, accertato e stabilito, riconoscendo di fatto una pertinenza esclusivamente filosofica, “che non è da paragonarsi a sedute psicologiche”.
Questo libro è la prima esposizione di Imparare a pensare, scritto negli ultimi mesi, dopo 14 anni di continua esperienza sul campo.
Anni di ascolto ininterrotto e di silenzio, trascorsi a parlare con le persone che mi chiedevano un incontro, un percorso, un supporto.
Imparare a pensare inizia nella mia vita con la proposta di un medico di base, in via sperimentale e totalmente gratuita, di offrire un “ascolto filosofico” a tutte le persone che stavano vivendo un momento di crisi, di smarrimento generico, nelle loro vite.
“Vuoi provare ad aiutarle con la Filosofia?”
Ho accettato senza esitazioni o riserve, per me era l’occasione di “fare filosofia” nella realtà: avrei potuto mettere in ballo e in discussione tutte le mie conoscenze, con persone reali, non ipotetiche o teoricamente ipotizzate.
Avrei potuto imparare l’umano con l’umano stesso.
Da quel momento ho dedicato tutta me stessa, tutta la mia vita, a fare questo: incontrare persone e parlare con loro. Dapprima solo nella stanza messa a disposizione nell’ambulatorio e con gli assistiti dei medici stessi; poi, nel tempo, con il passaparola, anche con persone fuori dal circuito assistenziale. Quando venivo contattata, chiunque ed ovunque fosse, purché maggiorenne, trovavo il modo per parlarci: il luogo si creava con la circostanza stessa. Ho parlato, fatto interi percorsi, in tutti i posti possibili: in macchina, nei bar, nei pub, sulle panchine di giardini pubblici, a domicilio, camminando per strade di campagna, nelle stazioni ferroviarie, nella stanza del personale in una camera mortuaria, nei parcheggi dei centri commerciali etc.
Il luogo era il frutto della necessità: era il “tu ed io”, ossia il desiderio, il bisogno di parlare, e la disponibilità comune a farlo, in autonomia, nel primo posto possibile in base alle circostanze del momento.
Tutto questo diventerà parte costitutiva del metodo, che ha le sue fondamenta proprio nel “come” si è sviluppato “da sé” in questi 14 anni.
Solo negli ultimi mesi mi sono fermata, e ho raccolto il frutto di questa esperienza, che è affiorato come un metodo peculiare e consolidato: “Imparare a pensare”.
Il mio lavoro non è e non vuole essere “medico”; si affianca piuttosto a quello degli psicologi, psichiatri, neurologi (tutti professionisti con cui ho collaborato nell’arco di questi anni): il fulcro del mio supporto è l’essere umano inteso non come soggetto da curare, come malato, come paziente, ma piuttosto come persona.
Il mio ascolto è radicalmente filosofico ed ha come principale interesse quello di aiutare le persone a migliorare la capacità di comprendere e comprendersi attraverso lo sviluppo della consapevolezza, intesa come qualità mentale che rende ognuno di noi capace in ogni momento di imparare da ciò che vive ed attraversa nella propria vita.
Imparare a farci qualcosa con se stessi, ossia poter vivere la propria vita come significato (senso) e non come spiegazione.
Panchina, “tu ed io” e simmetria non sono postulati teorici a priori: sono il frutto di un ascolto potente e di un silenzio irriducibile che ho mantenuto rigorosamente in tutti questi anni, intenta a lavorare, a “fare”, immersa totalmente nei percorsi.
La panchina è uno spazio libero da qualsiasi dovere, inteso sia come paradigma formale che, sul piano privato, come visione di se stessi: ogni persona con cui ho parlato si è sentita, sin dal primo momento, dentro un qualcosa di familiare e, allo stesso tempo, totalmente eccezionale.
Il “tu ed io” è la relazione umana alla base dell’ascolto: non c’è gerarchia “istituzionale”, di ruolo per così dire, ci sono due esseri umani che scelgono di incontrarsi per parlare.
La simmetria è il “camminare insieme”, passo dopo passo, in una strada non segnata da nessun linguaggio interpretativo precostituito: ogni percorso è unico.
Sin dall’inizio non ho mai fissato una durata “convenzionale” di ogni seduta-incontro, muovendo dalla forte consapevolezza che ogni persona sia un tempo unico, un tempo e analogamente un linguaggio a sé: determinare a priori la durata sarebbe stato già imprimere una forma, una direzione, un’“interpretazione” all’ascolto.
Nell’arco di questi anni di lavoro la mia scelta, che pur ha comportato per me un enorme sforzo, mi ha consentito di verificare nei fatti quanto il tempo nella coscienza di ogni individuo sia determinante non solo nella sua narrazione come storia personale ma, ben più radicalmente, come creazione di una “esistenza personale”.
Imparare a pensare cerca di trasmettere, di dare gli strumenti per comprendere se stessi e la propria vita in modo diverso e, nel fare questo, non impone nessun tempo: si genera insieme, in due, ogni singola volta, per ogni singolo percorso.
Pensare è “fare-farci” qualcosa, è agire come divenire, come movimento verso nuovi significati: è poter diventare chi fa la differenza in ogni momento della propria esistenza, del proprio vivere.
A seguire c’è la prima esposizione del metodo, che esula dai contenuti specifici di ogni percorso, mettendo in evidenza le sue tappe evolutive: inizio-sviluppo-uscita.
Le pagine che seguono propongono un viaggio nell’essere umano e, proprio per questo, sono libere dalle spiegazioni. Un viaggio da fare da soli.
CHI E’ PAOLA FRANCIOLI
Paola Francioli
Nata ad Arezzo, si laurea con lode in Filosofia presso l’Università degli studi di Siena, con la tesi di filosofia della scienza dal titolo “L’Ineffabilità e il pensiero: la mente si interroga”. Dal 2009 al 2021 ha collaborato in modo sperimentale come filosofa con la Cooperativa Etruria Medica ottenendo a gennaio 2024 il riconoscimento da parte della Regione Toscana del suo metodo di lavoro definito “Metodo di approccio filosofico imparare a pensare”.